Calcolo IRAP

L’irap è l’imposta regionale sulle attività produttive, un’imposta locale che viene applicata alle attività produttive che vengono esercitate in ciascuna regione. L’irap è dunque un’imposta che viene pagata da chi svolge attività di impresa e viene devoluta in modo totale agli enti regionali in cui l’impresa a sede. I soggetti che devono versare l’irap sono enti o liberi professionisti, anche se non esercitano attività commerciale, quindi anche le pubbliche amministrazioni. Per quanto riguarda i produttori agricoli in alcuni casi possono essere esonerati.

CALCOLO IRAP: COME SI DETERMINA L’IRAP

Per calcolare l’irap bisogna prima di tutto determinare il guadagnao dell’anno di riferimento. Al guadagno devono essere sottratti i costi dai ricavi dell’esercizio e questo calcolo determina il valore netto della produzione. Bisogna tenere a mente che l’imponibile irap non prevede costi del lavoro deducibili. Si ottiene cosi il valore lordo di imposta su cui si va a calcolae l’irap che ha una quota del 3,9%. In alcune regioni l’aliquota potrebbe essere più elevata questo in virtù del fatto che le regioni hanno facoltà di maggiorare l’irap anche di un punto percentuale per poter far distinzione tra le varie categorie di contribuenti e settori di esercizio. In più ci possono essere riduzioni per agricoltura e pesca e maggiorazioni per banche e assicurazioni.

CALCOLO IRAP: COME SI VERSA

L’irap si versa in due rate, un acconto e un saldo. L’acconto irap corrisponde al 40% e si deve versare entro il 16 giugno, con proroga al 16 luglio aumentato del 0,40%. Il saldo irap invece va versato entro il 30 novembre ed è pari al 60%. I soggetti che devono versare l’irap devono trasmettere la dichiarazione in via telematica e sarà poi l’agenzia delle entrate a trasmettere a regioni e province la dichiarazione. Ricordiamo che anche tramite i caf è possibile presentare questa dichiarazione.

Tutto sull’IRPEF

IRPEF: COS’È

L’Irpef è un’imposta e la sigla sta a indicare Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche. L’irpef è un’imposta diretta, personale e progressiva. L’’IRPEF è diretta perché colpisce direttamente il redditto, personale perché viene corrisposta da tutti coloro che producono un reddito e sono in Italia, progressiva perché si versa una quota che varia in percentuale, in aumento o in diminuzione in base al reddito dichiarato. L’IRPEF viene applicata sui redditi derivanti da capitali, da fondi, lavoro dipendente, lavoro indipendente, redditi di impresa e redditi diversi. Deve essere versata da lavoratori autonomi la pagano alla dichiarazione dei redditi lavoratori dipendenti pagano l’IRPEF in busta paga, i pensionati attraverso l’assegno pensionistico.

IRPEF: COME SI CALCOLA

Per il calcolo dell’IRPEF si deve far riferimento  alle aliquote che vengono applicate sul reddito annuale del contribuente. Sono suddivise in 5 scaglioni diversi. Per redditi fino a 15.000 euro annui l’aliquota è al 23%, per redditi da 15.001 a 28.000 l’aliquota IRPEF è del 27%, lo scaglione successivo è per redditi che vvanno da 28.001 a 55.000 euro annui ed è del 38%, i redditi dai 55.001 a 75.000 l’aliquota è al 41% e per i redditi superiori a 75.000 l’aliquota è al 43%. Le aliquote vengono applicate sul reddito imponibile, dato da entrate economiche meno gli oneri deducibili. Viene cosi calcolata l’imposta IRPEF lorda alla quale vanno poi sottratte le detrazioni a cui si ha diritto

IRPEF: COME SI VERSA

L’IRPEF può essere versata in due modi, un solo versamento con scadenza 30 Novembre per acconti che sono inferiori alla cifra di 257,52 euro. Nel caso l’acconto sia superiore a tale cifra si versa in due rate cosi composte: alla prima rata che ha scadenza il 30 giugno va versato il 40%, il restante 60% va versato con la seconda rata che va corrisposta entro il 30 Novembre.

 

IMPOSTE: DEFINIZIONE

Si definiscono imposte tutti quei contributi obbligatori che vanno a comporre le entrate dello stato. Le imposte una volta entrate servono a pagare i diversi servizi pubblici erogati dallo Stato. Le imposte sono in sostanza un prelievo coattivo della richezza che lo Stato effettua per sostenersi e sostenere le diverse spese. Le imposte sono diverse dalle tasse perché non sono dovute per una prestazione ma sono un’entrata per lo Stato. Le imposte possono essere dirette o indirette. Le imposte dirette si applicano sul patrimonio e sul reddito mentre le imposte indierette sono applicate sull’acquisto di un bene o servizio.

IMPOSTE: A COSA SERVONO

Le imposte vanno a formare le entrate dello Stato o delle Regioni o Comuni, le imposte una volta percepite diventano uscite per lo Stato, le Regioni o i Comuni. Infatti le imposte vengono inevitabilmente spese da parte dell’ente che le percepisce che fornisce servizi, come istruzione, assistenza sanitaria. Le imposte rappresentano anche una redistribuzione di reddito che dai più ricchi va ai più poveri con pensioni, sussidi. La progressività fa pagare chi ha redditi un’imposta in percentuale crescente con l’aumentare del reddito.

IMPOSTE: QUALI SONO

Le imposte vengono pagate dai contribuenti, che sono residenti in Italia. L’imposta sul reddito personale IRE, conosciuta in precedenza con IRPEF, è l’imposta con rappresenta la parte più sostanziosa delle entrate dello stato. E’ un’imposta sul reddito dei cittadini ed è un’imposta personale, ipoteticamente in una famiglia verrà pagata dai membri che percepiscono un reddito, ognuno di loro farà una dichiarazione dei redditi e in base a quella in modo personale pagherà le sue imposte. L’altra imposta che per importanza va a comporre le entrate dello stato è l’IRES, che è l’imposta sul reddito delle società e riguarda tutte le società di capitale ed è proporzionale al reddito. In ordine di importanza le altre imposte troviamo l’IVA, le imposte sui carburanti e le imposte sui tabacchi.